MappaAumentata

Tutto è cominciato su due diversi fronti:
la partecipazione al Forum della Comunicazione per presentare il nostro modello di comunicazione 4.0 e l'adesione al progetto “Adotta un manoscritto” lanciato dalla Biblioteca Capitolare di Vercelli, città dove Adverteaser è nata e ha le sue strutture operative.

#opportunitàaumentate
era il tema del Forum, declinato in ogni sessione su specifici temi che però non ci permettevano di presentare il nostro modello. D'accordo con gli organizzatori abbiamo creato un nuovo tema:
#MappaAumentata.

Nel frattempo abbiamo chiesto a Timoty Leonardi, conservatore dei manoscritti rari della Biblioteca Capitolare, se era possibile restaurare un manoscritto che avesse una qualche attinenza con il nostro lavoro.

Ce ne propose 3 del IX secolo: con Tiziana Motti, Ad di Adverteaser, decidemmo di adottarli tutti e tre perchè ci permettevano di creare un percorso:
la parola, il linguaggio, l'immagine.

Erano il dizionario di Attone, allora vescovo di Vercelli, le Omelie di san Gregorio Magno, una copia delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia.

Aspettando il via della Sovrintendenza, tornammo a lavorare sul Forum, dove volevamo proporre una ipotesi per il futuro e nacque il logo
ADVERTEASER 30.0.

Lo speech al Forum era di 30 minuti
e decisi di coinvolgere un esperto di comunicazione e di AI, docente di Linguistica Computazionale all’Università del Piemonte Orientale, con cui avevamo già collaborato, il professor Giacomo Ferrari.

l nostro modello 4.0 si basa infatti sulla costruzione di un nuovo linguaggio. Poi chiamai Stefano Solani, musicista, compositore, ideatore del laboratorio di improvvisazione The Music In You, con cui collaboro da quasi due anni, con varie sessioni tenute nel nostro teatro di posa. Non è una improvvisazione musicale, è un allenamento a gestire le situazioni. Che c’è di meglio per affrontare un futuro sempre più incerto?

La Sovrintendenza intanto ci ha dato il via e ci è stata concessa la prestigiosa sede del Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli per celebrare il nostro 30° compleanno o, come hanno detto i creativi, il compleanno 30.0 (secondo zero arcobaleno). In aggiunta, il più prestigioso libro conservato nella biblioteca vercellese, il Vercelli Book (X secolo), necessitava di un restauro e adottammo anche lui.

Infatti in autunno sarà a Londra, alla British Library, per una mostra che riunisce i 4 manoscritti più antichi in lingua anglosassone e il Vercelli Book è l’unico che non ha casa in Inghilterra. Ci pareva che significasse bene l’attività internazionale che ci ha sempre caratterizzato. Abbiamo dato un titolo/tema all’evento From Logos to Logo.

Ma veniamo all’ultimo mese.
Al Forum della Comunicazione presentiamo un modello operativo per orientare le imprese in mondi che diventano sempre più difficili da definire: li abbiamo chiamati genericamente mondi 4.0, andando oltre l’industry e i piani del Governo precedente.

Approfondendo dai nostri tre punti di vista (Giacomo, Stefano ed io) continuavamo a trovare convergenze e aree applicative e nacquero le metafore: dall’approccio alle rotonde, all’impresa che non è più solo un’orchestra ma un mondo in cui occorre considerare tutto l’auditorium, struttura, pubblico, servizi compresi.

Il nostro modello è piaciuto.
Avevamo anche una case history di successo che Margherita Ferrari, responsabile comunicazione di Comoli Ferrari, ci ha aiutato a raccontare dal vivo. A ottobre ripeteremo l’esperienza con un evento organizzato tutto per noi sulla #Mappa Aumentata, sempre targato Adverteaser 30.0.

E i manoscritti medievali?
Abbiamo deciso di presentarli in una cornice d’eccezione nel palazzo arcivescovile che ospita anche il Museo e la Biblioteca, con una serie di workshop tenuti dalla Bottega Fagnola (Paola e Luciano) che ha eseguito i restauri, da Alfredo Ghidelli della Legatoria Sotto Torchio, che ripropone i metodi di stampa a caratteri mobili, e da Ernesto Casciato, un bravissimo calligrafo. Più il laboratorio per i bimbi per creare personaggi mitologici, veramente fantastico.

Ho approfondito la conoscenza dei 4 manoscritti (ne dovevo ben parlare ai nostri ospiti) e ho scoperto che tutti e tre trattavano in modo esaustivo i tre passaggi: parola, linguaggio, immagine per creare una identità. Il libro di Isidoro è stato scelto per le bellissime immagini ma il valore delle Etymologiae è ben più grande, e questo lo sapevo.

Isidoro fu vescovo di Siviglia durante la dominazione dei Goti, primi anni del VII secolo, e andò all’origine della parole per cercarne il vero significato, da condividere. Pensava che con una lingua unica (per lui il latino) gli uomini comprendendosi meglio avrebbero costruito una società più giusta e pacifica.

Ho ritrovato poco prima dell’inizio della nostra festa I viaggi dei Filosofi, un libro di Claudio Bonvecchio, che ho conosciuto all’università, e che parlando di Isidoro e della sua immensa ricerca etimologica sostiene che “studiare l’origine delle parole, il loro significato e la loro storia equivale a tracciare una nuova mappa del mondo - una cartografia della realtà”.
E le mappe si sono riunite.

E la nostra nuova mappa attraverso Attone, Gregorio, Isidoro è una #MappaAumentata, soprattutto perché, come recita il nostro modello 4.0 (per il futuro):
A. Abbiamo effettuato un cambio di paradigma che, come nei mondi 4.0 ha una dimensione extraimpresa e coinvolge tutte le connessioni con qualunque stakeholder, indipendentemente dalla “volontà” dell’impresa.
La mappa del mondo in cui si opera continua a modificarsi sia nelle dimensioni tradizionali spazio temporali, sia nelle caratteristiche.

B. Abbiamo rafforzato la nostra identity e l’unicità della nostra proposta e ci siamo strutturati come un hub per connettere sui nostri skill tutti gli stakeholder della filiera, caratterizzando il nostro hub per linguaggio e comportamenti.
C. Considerando tutti gli stakeholder l'approccio non poteva che essere olistico.
D. La story line ci sembra abbia avuto per tutti lo stesso significato e ognuno ha avuto la possibilità di personalizzarla.
E. E siamo effettivamente convinti, come sostiene Antonio Damasio, che viviamo parte delle nostre vite in un futuro anticipato piuttosto che nel presente.

Grazie, a nome di tutto il team, per averci seguiti fino qui.


Maurizio Audone
Presidente e Direttore Creativo di Adverteaser

PS: Se volete saperne di più su tutte le persone che ho citato contattatemi.
Per i manoscritti, descritti nello spazio sottostante, oggetto dell’intervento conservativo dovete venire a Vercelli, alla Biblioteca Capitolare.
Timoty, Sara, Silvia e gli altri ne saranno felici.

Ms. 1 570 x 370 x 150 mm
Liber glossarum di Attone, fine IX secolo, produzione milanese. Dizionario di grosse dimensioni donato alla Biblioteca Capitolare dal vescovo di Vercelli Attone (924-964).

Ms. 148 300 x 240 x 110 mm
Omelie di San Gregorio Magno, inizio IX secolo, produzione nord Italia. Il miniatore del manoscritto è chiamato nel Dizionario Biografico dei Miniatori il Maestro delle Omelie di Vercelli, perché le miniature del volume sono considerate la massima espressione artistica dell’artista.

Ms. 202 220 x 160 x 60 mm
Etymologiae di Isidoro di Siviglia, inizio IX secolo, produzione nord Italia. Molto famoso, per le bellissime miniature.

Ms. 117 325 x 220 x 70 mm
Vercelli Book, fine X secolo, in antico anglosassone, contenente omelie in prosa e versi, molte delle quali giunte fino a noi esclusivamente grazie a questo manoscritto.